I migliori broker per le opzioni binarie

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Quando si decide di cimentarsi con il trading in opzioni binarie occorre, per prima cosa, scegliere un buon broker. Il broker è la società che ci metterà a disposizione una piattaforma di investimento con tutti gli strumenti necessari per poter fare trading.

Già questo dovrebbe bastare a far capire a tutti quanto sia importante scegliere un broker che sia affidabile, conveniente e con una valida piattaforma di trading. Oggi, fortunatamente, abbiamo sul mercato italiano davvero moltissimi broker di grande valore che offrono un servizio di altissima qualità ai propri clienti.

Si tratta di società specializzate in questo strumento finanziario che forniscono strumenti appositamente realizzati per soddisfare le esigenze del trader.

Quali sono i migliori broker per le opzioni binarie

Come dicevamo esistono diverse alternative, tutte molto valide e di altissimo livello. Qui di seguito ne abbiamo selezionate alcune che reputiamo essere tra le migliori in questo momento:

  • 24Option: sicuramente il punto di riferimento del settore. Si tratta di uno dei primi broker ad essersi specializzati nel settore delle opzioni binarie e questa esperienza maturata nel corso degli anni traspare tutta dai servizi offerti ai traders. Ottimo il bonus di benvenuto, molto valida la piattaforma e assolutamente in linea con le aspettative l’assistenza.
  • Anyoption: altro broker storico. Offre una piattaforma per investire in opzioni di altissima qualità e un’ampia gamma di strumenti, tra cui le ottime opzioni 60, l’ideale per chi ama fare scalping sui mercati.
  • OptionTime: uno degli ultimi broker ad essersi piazzato sul mercato. Tuttavia lo staff eccellente ne ha fatto, fin da subito, uno dei punti di riferimento di questo mercato. Ottimo bonus di benvenuto ed un’assistenza clienti eccellente.
  • TopOption: insieme a 24 option si contende il trono di broker numero 1 in opzioni binarie. Ineccepibile sotto quasi tutti i punti di vista soprende per l’ottimo bonus di benvenuto e per la varietà di opzioni disponibili.

Il trading binario conviene?

Molti ci chiedono se il trading in questo strumento sia davvero efficace o si tratti di una cosa a cui dare poco credito. Per quel che ci riguarda il trading in opzioni binarie è uno strumento finanziario eccellente.

Sta di fatto che, come qualsiasi tipo di investimento, necessita di una solida preparazione tecnica e di molta pratica sul mercato. Alla prima si può far fronte con una fase di studio, alla seconda aprendo un conto demo. Molti broker di opzioni binarie, infatti, mettono a disposizione dei propri clienti dei conti demo, dove poter investire senza utilizzare soldi reali. In questo si potrà prendere confidenza con il mercato, con le strategie da applicare e con la piattaforma del broker senza mettere a rischio i propri soldi!

Psoriasi: come curarla in gravidanza

Psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Le donne in gravidanza temono che tale problema possa arrecare danni al nascituro, ma in realtà non è così.

Uno studio statunitense ha appurato che proprio durante la gestazione le donne affette da psoriasi hanno avuto un netto miglioramento. Infatti durante la gravidanza l’organismo produce una quantità elevata di cortisolo (l’ormone dello stress), e proprio per tale temporaneo innalzamento i sintomi della malattia vengono sensibilmente ridotti.

Ma anche estrogeno e progesterone contribuiscono a mitigare la sintomatologia. Tuttavia una delle principali preoccupazioni delle donne affette da psoriasi in gravidanza è quella di poter trasmettere al loro pargoletto la patologia.

Statisticamente è stato comprovato che:

  • se uno dei genitori ha contratto la psoriasi, la probabilità che il loro bimbo possa contrarre la malattia è pari al 25%

  • se invece entrambi i genitori sono stati colpiti dalla malattia, allora in questo caso il rischio sale del 60- 70%

Quali sono i giusti trattamenti per combattere la psoriasi in gravidanza?

In caso di lesioni presenti durante i nove mesi di gestazione, è necessario ricordare a tutte le donne che la maggior parte delle terapie sistemiche presentano il rischio più o meno elevato di provocare al bambino malformazioni congenite.

Quindi durante la dolce attesa sono consigliate le terapie locali in maniera tale da ridurre le concentrazioni di farmaci che potrebbero essere trasferite dalla madre al figlio.

Ma se con l’utilizzo dei trattamenti locali la situazione degenera, in questo caso è possibile ricorrere all’utilizzo della fototerapia che consiste nell’esporsi ai raggi ultravioletti B.

Mentre i farmaci altamente sconsigliati durante questo periodo sono:

  1. Il metotrexate: in quanto aumenta il rischio di aborto o di anomalie dello scheletro del nascituro

  2. farmaci a base di acitretina: deve essere completamente evitata non solo durante la gestazione, ma deve essere sospesa da almeno due anni prima di iniziare una ipotetica gravidanza. Anche qui le probabilità di arrecare danni al bambino sono molto alte.

Di-cloro acetato DCA: cura low cost contro il cancro

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Recenti ricerche hanno dimostrato che esiste una cura low cost al cancro, che sembra non venga molto pubblicizzata a causa del fatto che non porterebbe a dei grandi guadagni: si tratta del di-cloro acetato, DCA.

Il di-cloro acetato, DCA provoca una regressione dei diversi tipi di cancro, tra cui quello al polmone, alla mammella e dei tumori al cervello. Ma perché se ne parla così poco? Naturalmente a causa di una questione economica e di guadagni. Di fatti, la cura costituirebbe una soluzione low cost al cancro, cosa che non viene molto gradita dalle grandi case farmaceutiche che detengono il possesso di questa fetta di mercato, purtroppo, molto redditizia.

Ma a che punto è la ricerca contro il cancro oggi? Recenti ricerche mediche condotte presso una Università canadese avrebbero confermato l’origine del cancro. Partendo dal presupposto che la morte cellulare e la continua sostituzione da parte del corpo di cellule nuove sia un processo che normalmente ed ogni giorno avviene in tutti noi, sembra che nelle cellule cancerose, il corpo abbia dimenticato come sostituire le cellule morenti a nuove cellule sane.

Questo processo verrebbe regolato dai mitocondri. In una cellula tumorale, i mitocondri sembrano perdere la capacità di dirigere la cellula verso la morte e la cellula malata diventa “immortale”, diffondendo nel corpo sempre più cellule malate. Recenti studi medici che utilizzano il DCA hanno dimostrato che questo composto può riattivare i mitocondri e ripristinare la funzione originale di “apoptosi” della mitocondriale e causare il restringimento delle dimensioni del tumore e della sua massa. Molte testimonianze hanno mostrato un’inversione della malattia e addirittura la remissione.

Per appurare la veridicità dei risultati favorevoli (scientificamente misurabili) sono state compiute in pochi giorni (a meno di una settimana) dall’inizio del trattamento con DCA molti test e tutti positivi. L’efficacia del di-cloro acetato sarebbe stata scoperta già qualche anno fa, ma per ovvi motivi, non se ne è parlato molto. Speriamo che qualcosa riesca a cambiare e che il diritto alla cura e alla salute degli ammalati prevalga sul dio denaro.

via: www.24hlive.it

Stress, per il 90% degli italiani è un problema

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Stando a quanto emerge da uno studio condotto dall’Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico (Eurodap) ben il 90% degli italiani considera lo stress come una situazione insopportabile.

L’osservazione ha compiuto un’analisi attenta su un campione di 1.000 individui, svelando che in 9 casi su 10 i livelli di stress sarebbero eccessivi, tanto da generare almeno nella metà dei casi delle condizioni psicofisiche deleterie per la propria salute.

Tra le conseguenze più frequenti, l’affaticamento, l’ipertensione, i problemi di stomaco, le tensioni muscolari, le tachicardie, le palpitazioni, la cefalea, l’impotenza e tanto altro ancora.

Bambole e bambolotti: vanno ancora di moda per Natale?

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Natale sta arrivando e questi ultimi giorni possono essere impiegati per acquistare gli ultimi regali per le feste. Spesso i genitori si pongono una questione morale non da poco, ovvero: è giusto assecondare i desideri dei piccoli e acquistare modelli di giochi iperfuturistici, oppure vale la regola del bambolotto che fa felici tutti i bambini del mondo?

Bambole e bambolotti hanno da sempre reso lieti i bambini, in quanto vedono riflessi in loro dei piccoli amici, che li accompagnano senza fare tante storie nel loro mondo di incanto e fantasia. Questi giochi non potranno quindi mai passare di moda, in quanto si basano sull’ancestrale rapporto fra madre e figlio, soprattutto nel caso delle bambine. Il bambolotto aiuta inoltre i bambini a passare con maggiore sicurezza i momenti di sconforto e di paura, soprattutto se essi si legano al giocattolo e se lo portano in ogni dove.

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In tempi moderni le bambole e i bambolotti hanno acquistato delle fattezze e delle caratteristiche futuristiche! In commercio è, infatti, possibile trovare modelli dotati di ogni optional, con biberon che si illuminano, sistemi pazzeschi legati agli accessori e chi più ne ha più ne metta. Un desiderio alla semplicità si è riscoperto, però, nelle bambole. Finalmente la vera antagonista della Barbie, modello di bellezza decisamente irraggiungibile, è stato introdotto nel mercato con l’arrivo della bambola Lammily, molto più semplice, reale e vicina ai canoni di bellezza esistenti. Fa sorridere guardare il video dove Lammily viene proposta alle bambine in comparazione alla Barbie. Il video, disponibile sul canale YouTube, mostra tante piccole bambine alle quali è stato chiesto quale modello preferiscano. La risposta è eclatante, Lammily vince 100 a 0, in quanto le bambine si rispecchiano in lei, la vedono più uguale alle sorelline e anche alla mamma. Altri giocattoli che vanno molto di moda sono le bambole di masha e orso, la famosissima serie tv che va in onda su rai yoyo.

Per questo Natale, la scelta del regalo ideale può quindi basarsi su un compromesso e generare un dono intelligente, vicino alla realtà e molto meno artificiale rispetto alle bambole futuristiche. La nostra bambina ci ha chiesto una bambola? Allora proponiamole un modello semplice, se non si tratta di Lammily, magari di una bambola o di un bambolotto dalle fattezze umane, semplici e vicine alle realtà. In questo modo il messaggio filtrato può essere duplice, in quanto basato sulla semplicità e sulla volontà di far crescere le bambine in modo sano e non ‘campato in aria’.

Certamente Barbie e i bambolotti futuristici hanno contribuito a creare il senso estetico di milioni di bambini in tutto il mondo, ma forse è arrivato il momento di scegliere giocattoli più concreti, in linea con il periodo storico che noi tutti stiamo vivendo. La fantasia e la creatività possono fare il resto e i genitori possono divertirsi a giocare con bambole e bambolotti di semplice fattura, creando vestitini colorati, aggiungendo un fiocco improvvisato sui capelli e chi può ne ha più ne metta!

Saldi invernali, si prevede calo delle vendite del 5%

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Secondo quanto afferma il Codacons, i primi giorni dei saldi invernali 2015 sarebbero partiti molto tiepidamente, con una flessione del 5% riscontrato nelle grandi città rispetto a quanto era stato rilevato nel corso del 2014, con ribassi ben più evidenti nelle periferie. Stando al presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, il comportamento dei consumatori sembra dunque essere ancora incentrato sulla massima cautela, con lunghe attese e verifiche prima di effettuare gli acquisti.

Sempre secondo il Codacons, anticipare l’avvio degli sconti invernali al 3 gennaio non sarebbe servito a molto: “si esce, si osservano le vetrine ma ancora non si compra – ha continuato Rienzi – Segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, limitati da un budget per i saldi sempre più ristretto a causa della crisi economica”.

In aggiunta a quanto sopra, l’associazione ricorda che come avvenuto lo scorso anno, sono i piccoli negozi e le periferie a risentire maggiormente della riduzione degli acquisti, mentre la situazione appare essere meno negativa negli outlet e nelle boutique dell’alta moda, che invece possono contare su una presenza costante di turisti, in grado di mantenere più elevato il livello delle vendite.

Insomma, nonostante le buone intenzioni, l’anticipo della stagione dei saldi, il desiderio dei consumatori di fare buoni affari e quello dei venditori di rimpinguare le vendite e il fatturato della prima parte dell’anno, poco o nulla si è mosso rispetto allo scorso anno e, quando lo ha fatto, lo ha fatto in senso negativo. Non rimane quindi che attendere, e sperare in un proseguimento più positivo delle vendite di fine stagione.

Parestesia, sintomi e cura

 kw4, cloveska stopala, foto : Sasa Pahic Szabo

La parestesia è un disturbo della sensibilità degli arti superiori o inferiori (o di altre parti del corpo), con fenomeni sensitivi non ordinari quali – a titolo di esempio – un continu o formicolio localizzato, o l’impressione di subire delle piccole punture. Come intuibile, non sempre la parestesia è sintomo di qualche grave malattia e, anzi, è altamente probabile che ognuno di noi abbia avuto a che fare con essa almeno una volta nella vita: è la sensazione che si prova quando si è stati per diverso tempo con le gambe accavallate, o ci si è addormetati su un braccio o si ha preso la “scossa” colpendo violentemente un nervo situato nella zona del gomito.

parestesia

Da questa breve premessa è possibile effettuare una piccola distinzione: da una parte abbiamo infatti la parestesia che si verifica dinanzi al sollecitamento di un determinato organo (appunto, il colpo al gomito); dall’altra parte abbiamo invece la parestesia che sopraggiunge senza che vi sia stato alcun evento.

Se la parestesia non appartiene alla prima tipologia, bensì alla seconda, non rimane altro da fare che ricorrere alle cure del proprio medico di fiducia, il quale potrà ben consigliarvi alcune specifiche analisi per poter risalire all’origine del malessere. Intanto, potete comunque applicare delle cure generiche – di norma relative alla cura farmacologica di base fondata su immunosoppressori cortisonici, o altre specifiche creme che possano essere applicate sulle singole zone cutanee.

Nonostante solamente in piccoli casi possa essere sintomo di una patologia grave, il nostro consiglio è quello di non sottovalutare le caratteristiche della parestesia, e notare se la stessa compare in concomitanza con altri sintomi più specifici, come la perdita di conoscenza, difficoltà della respirazione, difficoltà a camminare, sensi di vertigini, paralisi, perdita della vista e altro ancora.

Nuova revisione in vista per la Ducati Multistrada 2015

Ducati Multistrada 2015

Cresce l’attesa per la nuova Ducati Multistrada, moto di casa italiana che dovrebbe mostrare qualche pesante revisione rispetto a quelli che erano i progetti precedentemente svelati agli appassionati delle due ruote.

In particolare, in seguito all’arrivo del propulsore Testastretta DVT (grazie al quale la potenza massima sarà portata a 160 cavalli, contro gli attuali 150), e in seguito all’introduzione di diversi aggiornamenti all’impianto frenante, le novità non dovrebbero mancare.

Novità anche sul fronte della carenatura, che appare essere più compatta e meno sviluppata verticalmente. Anche il codino appare più compatto, con spostamento del portatarga sul paraspruzzi posteriore.

Acido Ialuronico, ecco a cosa serve e come usarlo!

Acidoialuronico

L’acido ialuronico è una sostanza che viene naturalmente prodotta dal nostro organismo per idratare e proteggere i tessuti attraverso la stimolazione della formazione di collagene: per il suo ruolo nel conferire alla pelle elasticità e morbidezza, l’acido ialuronico è oggi utilizzato ampiamente in campo dermatologico ed estetico. Ma in che modo?

L’acido ialuronico è oggi la sostanza base per la realizzazione dei moderni filler, trattamenti utilizzati per riempire e spianare le rughe del viso. Il filler contenente acido ialuronico è iniettato dal medico con un sottilissimo ago appena al di sotto delle rughe da trattare: l’effetto riempitivo emergerà in tempi molto rapidi e, pur non permanente (a causa del progressivo riassorbimento della sostanza), è comunque in grado di generare un risultato estetico particolarmente soddisfacente per qualche mese (trascorsi i quali si renderà nuovamente necessario intervenire con nuove iniezioni).

Non solo: oltre che per migliorare l’aspetto estetico mediante il riempimento delle rughe, l’acido ialuronico è oggi usato anche per correggere difetti estetici piuttosto gravosi, come cicatrici e altri “segni” del tempo, o di eventi incidenti. È inoltre possibile utilizzare l’acido ialuronico per conferire pienezza e volume in alcune aree del viso, come le labbra.

Proprio per le motivazioni di cui sopra i prodotti con acido ialuronico sono oggi disponibili anche nei comuni negozi che vendono prodotti di bellezza: si tratta, in evidenza, di prodotti che non hanno effetti incisivi così come accade con le iniezioni, ma che – in relazione al rapporto con il prezzo – possono comunque soddisfare le esigenze della maggior parte delle persone che desiderano conferire una migliore idratazione alla propria pelle.

Secondo alcune recenti ricerche, l’acido ialuronico sarebbe efficace anche nella cura e nella prevenzione dell’artrosi, una patologia degenerativa che coinvolge la cartilagine: l’acido è invece un componente fondamentale del liquido sinoviale contenuto nelle articolazioni, proprio per proteggere la cartilagine dall’usura e dalle fatiche.

Scuola: il 40% dei giovani si ferma al diploma.

Fondazione Sodalitas

Fondazione Sodalitas e Randstad Italia hanno diffuso pochi giorni fa i risultati della loro ricerca sul mondo della formazione dal titolo: “Formazione tecnico-scientifica e lavoro: l’esperienza dei giovani”.

I dati, raccolti durante il mese di settembre, sono stati ricavati da un campione di 1.460 studenti tra i 15 e il 29 anni, dei quali il 68,4% in possesso del diploma e solo il 26,3% in possesso della laurea. Inoltre, considerando soltanto i diplomati, il 56,7% ha ottenuto un titolo di studio Stem (Tecnico industriale, Perito, Geometra, Scientifico), mentre considerando i laureati, quelli con titoli accademici Stem (Scienze e Tecnologie fisiche, informatiche, matematiche, chimiche e

Biotecnologiefarmaceutiche, , Scienze Biologiche, della Terra e Geografiche, Matematica, Fisica e Astronomia; Ingegneria, Scienze Economiche e Statistiche) sono il 54,1% del totale.

I dati non sono per nulla incoraggianti: dopo avere ottenuto il diploma il 40,2% degli intervistati ha deciso infatti di non proseguire con gli studi. Le motivazioni sono di tipo economico, ma non solo: il 12,8%, per esempio, è dell’idea che al momento, essere laureati, non aiuti nella ricerca del lavoro, mentre il 20,8% prende questa decisione semplicemente perché è disinteressato allo studio.

Per quanto riguarda i percorsi di studi universitari Stem, invece, la situazione risulta essere meno negativa: il 67,4% dei diplomati e il 49,9% dei laureati sono infatti dell’idea che essi siano più utili in chiave lavorativa.

Da sottolineare anche che nove intervistati su dieci ritengono sia molto importante l’esperienza in azienda durante il percorso scolastico e che quindi vada rafforzata la collaborazione tra ente formativo e aziende; gli stessi giovani chiedono anche un miglioramento dei servizi di orientamento alle scelte scolastiche. Bisognerebbe creare un progetto serio di collaborazione scuola-Stato-imprese per motivare e formare i ragazzi (…). Così facendo i ragazzi presteranno interesse verso le materie tecnico scientifiche e le imprese avranno personale giovane più qualificato”, è uno dei commenti più rappresentativi nel definire questo concetto. Cliccate qui per approfondire questa notizia.

Non meno grave è poi  la situazione legata all’abbandono scolastico, che secondo una recente ricerca “Lost” riguarda il 17% degli studenti e rappresenta un costo pari a 106 miliardi di euro. In aumento risultano le iscrizioni a servizi che consentono di ottenere il titolo di studio successivamente, come gli appositi corsi on-line.