bradicardia

La bradicardia è la diminuzione di frequenza del battito cardiaco al di sotto del range normale. Una forte diminuzione della frequenza molte volte può avere delle conseguenze non indifferenti, analoghe a quelle dell’arresto cardiaco.

La bradicardia può avere connotazioni patologiche oppure può essere una condizione del tutto normale. Nei soggetti adulti, si riscontra tale disturbo quando la frequenza cardiaca rimane al di sotto dei 60 battiti al minuto. Quando questo problema assume connotazioni patologiche è di vitale importanza intervenire, ove possibile, rimuovendo le cause che sono all’origine.

La bradicardia può essere:

  • lieve: interessa i soggetti che evidenziano una frequenza cardiaca compresa tra i 59 e 49 bpm. Si tratta in questo caso di un lieve scompenso

  • moderata: l’individuo evidenzia un calo nella soglia compresa tra i 49 e i 40 pbm. Già questo dato è sintomo di allarme

  • grave: si tratta di un calo drastico inferiore ai 40 bpm. Può indurre a varie complicanze, quali l’ipotensione e un calo della frequenza cardiaca

Quali sono i sintomi che si avvertono?

I sintomi comprendono:

  1. mancamenti

  2. vertigini

  3. dispnea

  4. stanchezza

  5. scompenso cardiaco

  6. sincope

  7. pre-sincope

Le cause possono essere diverse. Infatti può essere provocata da diminuita eccitabilità del sistema di conduzione cardiaco, da diminuita attività del simpatico, da sostanze chimiche che agiscono stimolando il nervo vago.

Secondo tali cause si distinguono bradicardie miogene, chimiche e neurogene.

Per quanto riguardano le bradicardie miogene, esse si manifestano nei gravi processi regressivi del miocardio e negli stati itterici. Sono invece bradicardie neurogene quelle da lesioni del sistema nervoso centrale e quelle da stimolazione vagale.

In caso di bradicardia, i trattamenti terapeutici vengono scelti in base alla causa eziologica al fine di intervenire direttamente sulle cause scatenanti e procedere ad una ripresa asintomatica.

In tal caso è possibile andare incontro a semplici terapie farmacologiche sino a veri interventi chirurgici di supporto o correttivi.