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Al momento della valutazione delle varie proposte di prestito personale reclamizzate dalla televisione, nei giornali e su internet, ci si può imbattere in concetti, espressioni ed acronimi di difficile comprensione, perché eccessivamente tecnici e difficili da decifrare. Spesso chi promuove le offerte ritiene scontato che gli interessati conoscano tutte le sfaccettature ed i meccanismi di funzionamento di mutui, prestiti e finanziamenti, ma a volte può capitare che i richiedenti si sentano spiazzati di fronte al gergo finanziario del settore. Forniamo quindi qui di seguito un rapido glossario, utile per chiarire le idee circa i concetti fondamentali relativi al credito e ai prestiti personali grazie al supporto dello staff del sito www.iprestitionlineok.com.

I prestiti vengono erogati da istituti di credito e banche: si potrà quindi trovare l’acronimo “ABI”, che sta per Associazione Bancaria Italiana, l’organizzazione che comprende le banche appartenente al sistema bancario nazionale. Con il termine inglese “Bureau Score” si indica l’affidabilità del soggetto richiedente, definita dalla “Centrale Rischi”, un ente di valutazione delle prestazioni dei debitori. Per “durata del finanziamento” si intende l’estensione temporale complessiva del finanziamento, che potrà tuttavia concludersi con una “estinzione anticipata”, ossia il pagamento completo in anticipo sui tempi definiti dal contratto. In occasione della richiesta di un finanziamento, una banca potrà esigere una “fideiussione” sotto forma di un contratto stipulato con una terza persona, che funge così da “garante” impegnandosi con la sua responsabilità ad assicurare un pagamento in caso “insolvenza” da parte del debitore.

Quest’ultima evenienza potrà far attivare all’istituto di credito dei meccanismi di riscossione, che nel caso dell’erogazione di mutui per l’acquisto o la costruzione della casa potranno anche coincidere con l’appropriazione o la vendita dell’immobile da parte dell’ente creditizio. Anche se non si riferisce direttamente all’ambito dei prestiti personali, ma più che altro al fido offerto da una banca ai correntisti, l’espressione “limite di credito” sta ad indicare la soglia massima messa a disposizione del debitore da parte dell’istituto, che, nel caso delle carte di credito, coincide con l’importo massimo spendibile, da restituire maggiorato dagli interessi se si è insolventi per un periodo di tempo che di solito supera i 30 giorni.

Ritornando all’argomento dei finanziamenti, “montante” è il termine che indica la somma totale da restituire all’ente erogatore, comprendente gli interessi.

Chi si rivolge ad un istituto di credito o ad una banca per richiedere un finanziamento, può avvalersi della protezione della “normativa sul credito al consumo”, un insieme di disposizioni finalizzate a tutelare il cliente da possibili abusi da parte dell’ente creditizio. Un acronimo nel quale ci si può imbattere nell’ambito del settore finanziario dei prestiti è “OAM”, che indica l’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi, un’organizzazione responsabile per l’iscrizione degli agenti di intermediazione creditizia.

Ogni volta che si parla di prestito personale, si sente l’espressione “piano di ammortamento”: si tratta del programma con il quale si definiscono le condizioni di restituzione del finanziamento ricevuto, maggiorato degli interessi stabiliti dagli interessi e dai costi totali. In questo caso, si può avere un piano alla francese, dotato di rate costanti composte da una “quota interessi” decrescente nel tempo ed una “quota capitale” inizialmente bassa, ma che sale con il passare dei mesi; il sistema all’italiana prevede invece rate dall’ammontare differente, in quanto la quota capitale rimane costante per l’intera durata dell’ammortamento, mentre quella degli interessi diminuisce nel tempo, per cui l’ammontare delle rate, inizialmente elevate, si riduce mese dopo mese. Nell’ambito degli acquisti con le carte di credito, si sarà spesso sentito il termine “revolving”, con il quale si indica una modalità di rimborso rateale dei pagamenti effettuati con una carta di credito.

Con questo sistema, l’intestatario di un conto dispone di un meccanismo di saldo flessibile, che consente di coprire le spese effettuate in un arco di tempo più lungo. Quando si richiede un finanziamento, occorre valutare anche eventuali costi aggiuntivi, come quelli imposti dal “SIP”, le Spese di Istruttoria Pratica, che in alcuni casi possono arrivare anche a 300 euro. In questo caso, si parla di “TAEG”, il Tasso Effettivo Globale di un prestito, che contempla non solo il “TAN” (il Tasso d’Interesse Nominale) ma anche eventuali costi aggiuntivi come quello citato, o possibili addizionali come una polizza assicurativa obbligatoria sul prestito. In presenza di tassi estremamente alti di un prestito, erogato da privati o enti poco affidabili, si può parlare di usura, un reato che impone delle condizioni illegali nei confronti del debitore.