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Category: Economia

Prestiti personali online: ecco tutto quello che devi sapere

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Al momento della valutazione delle varie proposte di prestito personale reclamizzate dalla televisione, nei giornali e su internet, ci si può imbattere in concetti, espressioni ed acronimi di difficile comprensione, perché eccessivamente tecnici e difficili da decifrare. Spesso chi promuove le offerte ritiene scontato che gli interessati conoscano tutte le sfaccettature ed i meccanismi di funzionamento di mutui, prestiti e finanziamenti, ma a volte può capitare che i richiedenti si sentano spiazzati di fronte al gergo finanziario del settore. Forniamo quindi qui di seguito un rapido glossario, utile per chiarire le idee circa i concetti fondamentali relativi al credito e ai prestiti personali grazie al supporto dello staff del sito www.iprestitionlineok.com.

I prestiti vengono erogati da istituti di credito e banche: si potrà quindi trovare l’acronimo “ABI”, che sta per Associazione Bancaria Italiana, l’organizzazione che comprende le banche appartenente al sistema bancario nazionale. Con il termine inglese “Bureau Score” si indica l’affidabilità del soggetto richiedente, definita dalla “Centrale Rischi”, un ente di valutazione delle prestazioni dei debitori. Per “durata del finanziamento” si intende l’estensione temporale complessiva del finanziamento, che potrà tuttavia concludersi con una “estinzione anticipata”, ossia il pagamento completo in anticipo sui tempi definiti dal contratto. In occasione della richiesta di un finanziamento, una banca potrà esigere una “fideiussione” sotto forma di un contratto stipulato con una terza persona, che funge così da “garante” impegnandosi con la sua responsabilità ad assicurare un pagamento in caso “insolvenza” da parte del debitore.

Quest’ultima evenienza potrà far attivare all’istituto di credito dei meccanismi di riscossione, che nel caso dell’erogazione di mutui per l’acquisto o la costruzione della casa potranno anche coincidere con l’appropriazione o la vendita dell’immobile da parte dell’ente creditizio. Anche se non si riferisce direttamente all’ambito dei prestiti personali, ma più che altro al fido offerto da una banca ai correntisti, l’espressione “limite di credito” sta ad indicare la soglia massima messa a disposizione del debitore da parte dell’istituto, che, nel caso delle carte di credito, coincide con l’importo massimo spendibile, da restituire maggiorato dagli interessi se si è insolventi per un periodo di tempo che di solito supera i 30 giorni.

Ritornando all’argomento dei finanziamenti, “montante” è il termine che indica la somma totale da restituire all’ente erogatore, comprendente gli interessi.

Chi si rivolge ad un istituto di credito o ad una banca per richiedere un finanziamento, può avvalersi della protezione della “normativa sul credito al consumo”, un insieme di disposizioni finalizzate a tutelare il cliente da possibili abusi da parte dell’ente creditizio. Un acronimo nel quale ci si può imbattere nell’ambito del settore finanziario dei prestiti è “OAM”, che indica l’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi, un’organizzazione responsabile per l’iscrizione degli agenti di intermediazione creditizia.

Ogni volta che si parla di prestito personale, si sente l’espressione “piano di ammortamento”: si tratta del programma con il quale si definiscono le condizioni di restituzione del finanziamento ricevuto, maggiorato degli interessi stabiliti dagli interessi e dai costi totali. In questo caso, si può avere un piano alla francese, dotato di rate costanti composte da una “quota interessi” decrescente nel tempo ed una “quota capitale” inizialmente bassa, ma che sale con il passare dei mesi; il sistema all’italiana prevede invece rate dall’ammontare differente, in quanto la quota capitale rimane costante per l’intera durata dell’ammortamento, mentre quella degli interessi diminuisce nel tempo, per cui l’ammontare delle rate, inizialmente elevate, si riduce mese dopo mese. Nell’ambito degli acquisti con le carte di credito, si sarà spesso sentito il termine “revolving”, con il quale si indica una modalità di rimborso rateale dei pagamenti effettuati con una carta di credito.

Con questo sistema, l’intestatario di un conto dispone di un meccanismo di saldo flessibile, che consente di coprire le spese effettuate in un arco di tempo più lungo. Quando si richiede un finanziamento, occorre valutare anche eventuali costi aggiuntivi, come quelli imposti dal “SIP”, le Spese di Istruttoria Pratica, che in alcuni casi possono arrivare anche a 300 euro. In questo caso, si parla di “TAEG”, il Tasso Effettivo Globale di un prestito, che contempla non solo il “TAN” (il Tasso d’Interesse Nominale) ma anche eventuali costi aggiuntivi come quello citato, o possibili addizionali come una polizza assicurativa obbligatoria sul prestito. In presenza di tassi estremamente alti di un prestito, erogato da privati o enti poco affidabili, si può parlare di usura, un reato che impone delle condizioni illegali nei confronti del debitore.

 

Forex con plus500: gli indicatori economici sulle transazioni

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Per i Forex Trader alle prime armi, è importante investire con un broker professionale come plus500 e saper riconoscere l’importanza degli indicatori economici nello sconfinato mondo delle transazioni riveste un’importanza davvero fondamentale. Innanzitutto, una definizione: cosa significa indicatori economici?

Si tratta di notizie economiche che, direttamente o indirettamente, influenzano il mondo della macroeconomia in generale, e quindi anche il mercato delle transazioni di valuta. Un esempio importante, che forse chiarisce meglio il concetto, ce lo presenta plus500 in un recente studio e può essere la vicenda che per mesi ha tenuto il mercato sotto scacco: la possibile uscita dell’Euro della Grecia. In quei giorni di incertezza, l’Euro ha perso moltissimo rispetto alle altre monete, e essere bene informato in maniera tempestiva di notizie in merito era la chiave per guadagnare nel Forex: non appena il premier Tsipras ha effettuato le riforme che consentivano alla Grecia la permanenza nell’Euro, infatti, la moneta unica europea ha recuperato su tutte le altre, ed è facile capire come quello era il momento giusto per vendere alcune coppie e investire su altre.

Un altro indicatore che i Forex Trader che operano con il broker plus500 (a proposito ti consiglio di leggere questa recensione di plus500 http://www.spaghettitrading.com/plus500/) non possono assolutamente trascurare, riguarda il dato occupazionale degli Stati Uniti: in questo caso, ovviamente, le coppie in questione sono quelle che presentano il dollaro statunitense.

Volendo categorizzare gli indicatori economici, possiamo tranquillamente effettuare queste quattro distinzioni:

  • Prodotto Interno Lordo
  • Tasso di disoccupazione
  • Tasso di inflazione
  • Tassi di interesse

Quali di queste quattro categorie influenzano maggiormente le transazioni nel Forex con plus500? Certamente le ultime due, ovvero Tasso di Inflazione e Tassi di Interesse. Ogniqualvolta una notizia di questi indicatori esce nei Media di tutto il mondo, infatti, il mercato globale del Forex presenta le oscillazioni più elevate. E’ quindi assolutamente essenziale, se si vuole diventare dei buoni trader, tenere sotto controllo questo genere di notizie, che possono permettervi di investire in maniera più mirata ed oculata sul mercato.

Qualora, sempre a titolo di esempio, il Prodotto Interno Lordo di un Paese dovesse aumentare, non appena i media riportano la notizia si può assistere ad un incremento del valore della moneta del dato Paese: nel caso del Dollaro, la sua dipendenza da questo indicatore assume poi una valenza quasi diretta. Molto importante, per cui, andare a ricercare informazioni a riguardo (sulla piattaforma di plus500 si ha un flusso sempre aggiornato di news), come i rumors del settore, che, se hanno delle fonti attendibili, possono permettervi di muovervi in anticipo e ampliare quindi il vostro margine di guadagno.

Conservazione sostitutiva: funzione ed efficacia giuridica

Vantaggi Conservazione Sostitutiva

La conservazione sostitutiva di fatture e documenti è una procedura informatica espressamente regolata dalla legge italiana. La funzione principale della conservazione sostitutiva è quella di garantire la validità legale di un documento nel corso del tempo. La delibera CNIPA 11/2004 provvede a definire i contorni della procedura definendola come una “rappresentazione di atti o fatti e dati su un supporto sia esso cartaceo o informatico”.

CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA DEI DOCUMENTI: LA FUNZIONE 

I documenti redatti e archiviati secondo l’iter procedurale della conservazione sostitutiva sono equiparabili ai documenti redatti su supporto cartaceo.

I risvolti e le conseguenze dell’utilizzo di tale procedura per redigere e conservare i documenti è chiara. Ben presto, infatti, i documenti cartacei andranno via via scomparendo per lasciare il posto ai documenti informatici. Tutto ciò si traduce in un grande risparmio economico. Le pubbliche amministrazioni, le imprese e i privati che si avvarranno della conservazione sostitutiva potranno “tagliare” i costi di stampa, quelli per l’acquisto della carta nonché i costi per l’archiviazione e lo stoccaggio dei documenti. Un risparmio che non è solo economico ma anche pratico: i documenti redatti su supporto informatico sono più semplici da consultare.

Ciò si traduce nella possibilità di organizzare un sistema di lavoro, di ricerca e di consultazione più snello ed efficiente.  La conservazione sostitutiva è una procedura informatica particolarmente sicura. Essa, infatti, “blocca” il contenuto del documento redatto in forma digitale attraverso l’apposizione della marca temporale e della firma digitale. I due citati strumenti rendono impossibile la modifica del documento e determinano, in maniera certa ed univoca, la paternità dello stesso.


CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA: EFFICACIA GIURIDICA

Il documento redatto secondo le regole e i criteri della conservazione sostitutiva soddisfa, ai fini legali, il requisito della forma scritta. Inoltre esso ha l’efficacia prevista dall’art. 2702 del codice civile che stabilisce “La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa ha valore probatorio sia ai fini legali che fiscali.”

Dunque il documento informatico sottoscritto con firma elettronica (avanzata, digitale oppure qualificata) è equiparato ad una scrittura privata che, secondo il nostro ordinamento civile, fa piena prova fino a querela di falso delle dichiarazioni di colui che l’ha sottoscritta.

Assenze per malattia e Rendimento professionale: il licenziamento è legittimo?

Assenze per malattia

La norma inerente alla disciplina del licenziamento in caso di assenze per malattia, è contenuta nell’ordinamento legislativo italiano nell’art. 2110 del codice civile.

Questa norma stabilisce il tetto massimo di assenze entro cui il datore di lavoro non può licenziare il dipendente e lo sancisce in base a specifiche disposizioni che sono contenute nei contratti collettivi.
Una volta superato il numero massimo di assenze, l’azienda può avvalersi del licenziamento senza dover fornire ragioni o prove, in quanto l’unica prova richiesta è data dall’elenco dei giorni d’assenza contenuto nella lettera di scioglimento del contratto.

Tuttavia la sentenza della Corte di Cassazione del 2014 del Tribunale di Milano ha aperto un dibattito sulle assenze per malattia e licenziamento per scarso rendimento.

Il caso, nello specifico si riferisce a una sentenza in cui i giorni di assenza furono poi collegati a giorni di “riposo” richiesti all’ultimo momento, poiché avrebbero comportato uno scarso rendimento da parte del lavoratore sulla produzione aziendale.

Ciò che bisognerebbe realmente constatare è se vi è realmente uno stato di malattia certificato e dunque un diritto alla salute che va rispettato a priori, oppure se questo non sussiste. Qualora non vi fosse un attestato che certifichi la malattia, il datore di lavoro sarebbe legittimato a richiederlo mediante visite mediche o di controllo specialistiche ecc.

Il Tribunale di Milano nella seconda sentenza ha accolto il ricorso da parte del lavoratore licenziato, ritenendo la decisione aziendale legittima in parte, poiché l’assenza del lavoratore avrebbe danneggiato l’andamento produttivo dell’impresa, disponendo a favore del dipendente un’indennità e non il reintegro.

Questa decisione da parte della Corte genera non poche criticità, come ad esempio nel caso citato, qualsiasi assenza comporta una riorganizzazione aziendale anche in un periodo di tempo relativamente breve, e quindi la ridistribuzione del carico di lavoro sugli altri lavoratori.

È questa prerogativa che apre un grande dibattito sul numero delle assenze che incidono realmente sull’impresa e comportano un reale disagio organizzativo aziendale tanto da comprometterne la produttività.

In un recente intervento del 2015 la Corte di Cassazione ha dichiarato che lo scarso rendimento da parte del lavoratore è imputabile allo stesso, non è altrettanto possibile attribuirlo all’assenza per malattia.

Quest’ultima sentenza riporta in luce il tema sulla tutela dei lavoratori che con l’ultimo Jobs Act ha messo in crisi la giurisprudenza con l’errata interpretazione da parte di Confindustria che collegherebbe eventuali situazioni simili a quelle citate imputabili tutte al licenziamento legittimo poiché riconducibile direttamente al rendimento aziendale.

Nell’ultimo anno molti sono stati i lavoratori che si sono rivolti a studi legali e associazioni collettive manifestando il proprio disappunto su valutazioni professionali effettuate in base a criteri assenze/presenze, includendo anche le assenze per maternità, paternità, permessi e malattia.

Per ulteriori informazioni, a seguito due link utili:

Avvocati penalisti Milano

Normative trattamento di malattia

I migliori broker per le opzioni binarie

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Quando si decide di cimentarsi con il trading in opzioni binarie occorre, per prima cosa, scegliere un buon broker. Il broker è la società che ci metterà a disposizione una piattaforma di investimento con tutti gli strumenti necessari per poter fare trading.

Già questo dovrebbe bastare a far capire a tutti quanto sia importante scegliere un broker che sia affidabile, conveniente e con una valida piattaforma di trading. Oggi, fortunatamente, abbiamo sul mercato italiano davvero moltissimi broker di grande valore che offrono un servizio di altissima qualità ai propri clienti.

Si tratta di società specializzate in questo strumento finanziario che forniscono strumenti appositamente realizzati per soddisfare le esigenze del trader.

Quali sono i migliori broker per le opzioni binarie

Come dicevamo esistono diverse alternative, tutte molto valide e di altissimo livello. Qui di seguito ne abbiamo selezionate alcune che reputiamo essere tra le migliori in questo momento:

  • 24Option: sicuramente il punto di riferimento del settore. Si tratta di uno dei primi broker ad essersi specializzati nel settore delle opzioni binarie e questa esperienza maturata nel corso degli anni traspare tutta dai servizi offerti ai traders. Ottimo il bonus di benvenuto, molto valida la piattaforma e assolutamente in linea con le aspettative l’assistenza.
  • Anyoption: altro broker storico. Offre una piattaforma per investire in opzioni di altissima qualità e un’ampia gamma di strumenti, tra cui le ottime opzioni 60, l’ideale per chi ama fare scalping sui mercati.
  • OptionTime: uno degli ultimi broker ad essersi piazzato sul mercato. Tuttavia lo staff eccellente ne ha fatto, fin da subito, uno dei punti di riferimento di questo mercato. Ottimo bonus di benvenuto ed un’assistenza clienti eccellente.
  • TopOption: insieme a 24 option si contende il trono di broker numero 1 in opzioni binarie. Ineccepibile sotto quasi tutti i punti di vista soprende per l’ottimo bonus di benvenuto e per la varietà di opzioni disponibili.

Il trading binario conviene?

Molti ci chiedono se il trading in questo strumento sia davvero efficace o si tratti di una cosa a cui dare poco credito. Per quel che ci riguarda il trading in opzioni binarie è uno strumento finanziario eccellente.

Sta di fatto che, come qualsiasi tipo di investimento, necessita di una solida preparazione tecnica e di molta pratica sul mercato. Alla prima si può far fronte con una fase di studio, alla seconda aprendo un conto demo. Molti broker di opzioni binarie, infatti, mettono a disposizione dei propri clienti dei conti demo, dove poter investire senza utilizzare soldi reali. In questo si potrà prendere confidenza con il mercato, con le strategie da applicare e con la piattaforma del broker senza mettere a rischio i propri soldi!

Prestiti senza garanzie: i più richiesti da giovani e casalinghe

giovani e casalinghe

Oggi la disoccupazione ha raggiunto livelli record. Basti pensare che tra i giovani siamo oltre il 40%, valori davvero incredibili che hanno fatto indietreggiare il nostro paese di oltre 40 anni. Oggi, quindi, ottenere un prestito senza garanzie è fondamentale se si vuole accedere al credito. I prestiti senza garanzie, detti anche prestiti senza busta paga, sono dei particolari finanziamenti che vengono erogati dalle banche e dalle finanziarie senza che il cliente disponga di una garanzia reddituale.

Proviamo a spiegare meglio questo concetto per renderlo più chiaro ai nostri lettori. Quando si richiede un normale finanziamento l’istituto di credito chiede delle garanzie reddituali: una busta paga atempo indeterminato, un cud (nel caso di liberi professionisti) o del cedolino della pensione. Se non si possiede nessuna di queste garanzie, perchè magari si è uno studente universitario o una cassalinga è possibile comunque accedere al credito richiedendo, appunto, un prestito senza garanzie.

Ovviamente questi finanziamenti sono limitati a piccole somme di denaro che, generalmente, non superano i 3-4 mila euro di capitale. Questo perchè la banca o la finanziaria che eroga il prestito avrà minore certezza di rientrare del credito e non si esporrebbe mai per un importo troppo ingente.

Una prerogativa fondamentale per poter ottenere uno di questi finanziamenti è quella di non aver avuto segnalazioni come cattivi pagatori in criff o presso la centrale rischi. Questo, infatti, renderebbe se non impossibile quanto meno difficile accedere al credito specialmente in un contesto economico come quello che stiamo vivendo dove le banche devono limitare l’esposizione di crediti a rischio.

Come dicevamo le categorie che richiedono solitamente questi prestiti senza garanzie sono i giovani e le casalinghe. Nel primo caso è bene ricordare che spesso le banche applicano delle condizioni agevolate per gli studenti e, alcune, mettono a disposizione i cosidetti prestiti d’onore. Ma di questo ne parleremo prossimamente.

Per quanto riguarda le casalinghe, invece, è bene ricordare che spesso la banca richiede delle garanzie sostitutive: un canone di affitto, un assegno di mantenimento del coniuge, o un bene immobiliare di proprietà. E’ ovvio che offrire una solida garanzia alternativa può dare la possibilità di aumentare il capitale che la banca è pronta ad erogare.

Nel complesso possiamo dire che i prestiti senza garanzie rappresentano una valida soluzione per chi ha la necessità di accedere al credito senza però essere in grado di offrire una valida garanzia reddituale.

Finanziamenti per l’acquisto di un’automobile: guida alla scelta

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L’acquisto di un’automobile nuova, sia determinato dal semplice desiderio di cambiare la propria vettura ormai fuorimoda o da una reale necessità di sostituire un veicolo inutilizzabile, rappresenta per molti italiani una fonte di particolare stress, richiedendo un impegno economico che solo una minoranza è oggigiorno in grado di affrontare: per questo sempre più connazionali scelgono di ricorrere ad uno degli appositi finanziamenti studiati proprio per mantenere vivo il mercato automobilistico, attraverso i quali è possibile diluire l’onere dell’acquisto in un periodo più o meno lungo, in base alle proprie esigenze e le attuali disponibilità.

Le proposte di finanziamento per l’acquisto di un’automobile variano a seconda che si scelga di rivolgersi ad un concessionario o di ricercare in maniera autonoma la soluzione più adatta, valutando le proposte delle diverse società finanziarie, e in relazione alla natura del veicolo, che si intende acquistare, sia esso un modello appena uscito di fabbrica o un esemplare usato, a destinazione privata o commerciale.

Anche se il concessionario, cui ci rivolgiamo per l’acquisto della nostra automobile, gode della nostra fiducia per la qualità dei servizi finora offertici, è comunque opportuno non limitarci alle offerte di finanziamento da lui proposteci, che generalmente sono definite in un numero ristretto di opzioni, pari a quelle concessegli dalle società finanziarie con cui ha stretto un accordo commerciale, e potrebbero quindi non corrispondere alla soluzione migliore in relazione al nostro profilo di richiedente: una volta acquisita la sua proposta finanziaria, verifichiamo personalmente le alternative disponibili, rivolgendoci al nostro istituto bancario o usufruendo dei servizi comparativi, oggi presenti online, che ci permettono di confrontare in maniera imparziale diverse opzioni di prestito, scegliendo rapidamente quella più indicata per il nostro caso.

Il finanziamento per l’acquisto di un’auto, sia nuova od usata, non supera generalmente i 60mila euro, ma la quota effettiva varia a seconda delle garanzie di pagamento da noi offerte in relazione all’attuale disponibilità economica in nostro possesso, alla nostra condizione lavorativa ed alla presenza di beni immobili suscettibili di ipoteca: il piano di rimborso potrà quindi essere agevolmente strutturato in base alle nostre esigenze per un ammontare complessivo di 84 mesi per le nuove autovetture e di 36 mesi per i veicoli usati.

Un’alternativa alle classiche modalità di prestito è rappresanta dal leasing, una forma ibrida tra un finanziamento e un affitto, che prevede la cessione dei diritti ad utilizzare un determinato bene da parte del soggetto proprietario (la società di leasing che ha acquistato il mezzo dal concessionario) ad una terza parte, la quale si impegna a versargli una somma prestabilita a rate: al termine del periodo di leasing prestabilito, il contraente può scegliere se riscattare integralmente il bene (nel nostro caso l’automobile), pagandone una rata finale maggiorata volta a coprire il disavanzo rispetto a quanto versato fino a questo momento, ovvero rilasciare il bene al suo proprietario. Per tutelare quest’ultimo dalla naturale svalutazione del mezzo durante i mesi di utilizzo da parte del soggetto beneficiario del leasing, la prima rata è generalmente più alta delle successive, che vanno via via a scemare. Anche il leasing, come le altre forme di finanziamento, può essere richiesto sia per l’acquisto di un’automobile nuova sia per i mezzi usati, oltre che per i veicoli a destinazione industriale o commerciale, verificando di volta in volta l’ammontare delle rate suscettibili di significative variazioni proprio in relazione all’impiego, cui è destinata l’auto: va comunque precisato che per i possessori di partita IVA è prevista la possibilità di detrarre parte delle spese sostenute in virtù della destinazione strumentale dell’acquisto.

Infine, una volta individuato il finanziamento più in linea con le nostre esigenze, si possono ottimizzare i costi d’acquisto di una nuova automobile, scegliendo tra le diverse proposte di compravendita auto nuove e usate disponibili online, come quelle di questo noto portale.

Pil Italia, FMI pessimista

Fondo Monetario Internazionale

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) si dimostra tiepidamente pessimista sul futuro dell’economia italiana, riconducendo in ribasso le previsioni di crescita economica del Paese.

In particolare, nel 2014 si stima un arretramento del Pil dello 0,1%, mentre per il 2015 vengono confermate le precedenti stime dell’1,1%. Nelle sue precedenti stime, risalenti al bollettino del World Economic Outlook del mese di aprile, viene stimata una crescita dello 0,6% per il 2014.

Il taglio del FMI, per quanto deludente, si rileva meno drammatico di quello che è stato prodotto dall’Ocse negli scorsi giorni, che eleggeva l’Italia come fanalino di coda del G7.

Lavorare da casa, qualche consiglio per rendere al meglio!

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Il lavoro da casa negli ultimi anni ha conseguito un’importanza crescente nel panorama professionale italiano, permettendo a tantissime persone di costruirsi uno stipendio (o un arrotondamento dello stipendio) in piena autonomia, organizzazione e soddisfazione morale.

In ogni caso, attenzione a non confondere il lavoro da casa con un semplice passatempo. Lavorare da casa significa dedicare tempo ed energie significative a tale scopo e, pertanto, è bene cercare di seguire qualche piccola regola di buona pratica al fine di rendere al meglio nelle proprie attività.

In primo luogo, cercate di stabilire degli orari tendenzialmente fissi. Organizzate cioè un’agenda settimanale che possa permettervi di avere un’organizzazione “da ufficio”, ma dinamica: lavorare da casa significa infatti avere la maggiore possibilità di potersi organizzare autonomamente la coordinazione degli impegni professionali e personali, e pertanto nulla vieta di spostare l’orario di lavoro di qualche ora. L’impotante è essere organizzati e pianificatori: in caso di rinvio, predisponete un recupero nell’arco della stessa giornata.

In secondo luogo, ove possibile, cercate di riservarvi la giusta tranquillità per lavorare con serenità. Se avete l’opportunità di utilizzare una stanza dedicata al vostro lavoro, sarete a buon punto. In caso alternativo, usate il salotto o un’altra stanza, avendo l’accortezza di eliminare tutte le fonti di distrazione puramente domestiche (tv, radio, ecc.). Fate comunque delle pause regolari: i break sono importantissimi, e lo sono anche a casa.

In terzo luogo, evitate di isolarvi. Lavorare da casa non significa infatti evitare contatti con il mondo esterno. Anzi, la possibilità di lavorare più tempo entro le mura domestiche, dovrebbe spingervi a cercare un pizzico di relax all’esterno con maggiore ricorrenza. Potete per esempio valutare di fare uno dei break di cui sopra al bar sotto casa, o magari far coincidere la fine del turno di lavoro da casa con una bella ora di sana fatica fisica in palestra o all’aria aperta. Il vostro rendimento lavorativo ne trarrà grandi vantaggi!

Finanziamenti a fondo perduto, cosa è Invitalia?

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Spesso nominata quale artefice di iniziative di particolare interesse sotto il profilo dell’erogazione di finanziamenti a fondo perduto, altrettanto spesso si ignora cosa sia, e quali siano le sue funzioni. Parliamo naturalmente di Invitalia, agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa: un ente che agisce su mandato del governo al fine di accrescere la competitività del Paese, ed in particolare del Mezzogiorno e dei settori strategici per lo sviluppo.

Tra gli obiettivi principali di Invitalia si annoverano quelli di favorire l’attrazione di investimenti esteri, il sostegno all’innovazione alla crescita del sistema produttivo, e alla valorizzazione del territorio stesso.

Sotto lo stretto profilo degli incentivi alle imprese, Invitalia effettua operazioni di supporto ai programmi di investimento di imprese nuove o già avviate, mediante un pacchetto di strumenti tra di essi complementari, che possano incrementare la competitività delle aziende.

Ancora più nel dettaglio, in qualità di gestore unico Invitalia valuta i progetti che gli vengono proposti, eroga le agevolazioni e verifica i risultati raggiunti per gli strumenti agevolativi attualmente in vigore, ovvero Smart & Start, Fondo Rete Incubatori, Contratto di Sviluppo. Rientrano in questa macro categoria anche gli incentivi per la brevettazione e la valorizzazione economica dei brevetti, il rilancio di aree industriali, l’autoimprenditorialità, l’autoimpiego, le biomasse.

Su mandato del Ministero dello Sviluppo Economico e in qualità di advisor tecnico, invece, Invitalia gestisce operazioni di rilancio di aree di crisi industriale in Campania, il piano di sviluppo per il distretto del mobile imbottito della Murgia, il piano di sviluppo dell’area di crisi della Merloni, e ancora gli investimenti produttivi innovativi, e il fondo delle imprese in difficoltà.

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