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Category: Salute e benessere (page 3 of 3)

Augmentin: quali malattie combattere

gravidanza

Anche le donne in gravidanza, così come le restanti donne hanno il rischio di ammalarsi tramite infezioni batteriche e virali. L’unica differenza è per le infezioni batteriche alle vie urinarie le quali, per via della gravidanza, si presentano molto più spesso del normale.

Il corpo durante il periodo di gestazione porta ad un immunodepressione focalizzata a non riconoscere il feto come agente patogeno ed estraneo, ma questo non comporta una maggiore predisposizione alle infezioni. L’infezione può arrivare al feto attraverso la placenta o infettare il bambino nel canale vaginale durante il parto, con conseguenze molto gravi come l’aborto spontaneo oppure infezioni neonatali. I primi tre mesi della gestazione sono i più vulnerabili perché il corpo della madre è concentrato sul bambino. Per questo motivo è importante, se non strettamente necessario, evitare di assumere qualsiasi farmaco se non davvero importante. Se proprio, invece, non ne potete fare a meno, ecco qualche consiglio su come sia possibile assumere l’augmentin in gravidanza e cosa comporta.

Le infezioni di origine batterica più conosciute in gravidanza sono date da quattro tipo di batteri: Listeria Monocytogenes, Streptococcus Aggalactiae, Chlamydua Trachomatis e Treoponema Pallidum. La Listeria è un batterio presente nel terreno, può essere introdotto tramite l’ingestione di alcuni alimenti come verdure crude, latte e derivati non trattati termicamente, pollame e carni. Questo batterio provoca la listeriosi, malattia che presenta sintomi di tipo influenzale, causando l’aborto spontaneo. Se il bambino contrae il batterio durante il parto il nascituro presenterà la meningite.

Lo Streptococcus è un batterio normalmente presente nel canale vaginale e nell’intestino ed è del tutto innocuo. Il problema si pone durante il parto dove, il bambino passando per il canale vaginale, può essere contaminato e presentare in seguito meningite o polmonite. La Chlamydia è una batterio trasmesso sessualmente, durante la gravidanza se contratta causa parto prematuro e congiuntivite o polmonite nel bambino. Il Treponema o meglio conosciuto come batterio che causa la sifilide provoca: morte del feto nell’utero, morte alla nascita e i bambini che riescono a sopravvivere al parto riscontrano alterazione negli organi.

Diventare mamma: come affrontare una gravidanza

gravidanza

La gravidanza è sicuramente uno dei periodi più belli per ogni donna. E’ un’esperienza unica, che cambia la vita sia psicologicamente che fisicamente. Nulla sarà come prima dopo la nascita del bambino: la famiglia si trasforma e il cambiamento coinvolge entrambi i futuri genitori.

Ma come affrontare i nove mesi di gravidanza? Quali sono le visite da fare e soprattutto cosa è bene evitare di mangiare? Su MammeOggi.it abbiamo letto un articolo interessantissimo su come affrontare la gravidanza settimana per settimana. Innanzitutto, la prima regola da tenere bene in mente per affrontare serenamente la gravidanza è sentirne profondamente la consapevolezza.
Sicuramente la gestazione è una fase particolare, ma deve essere vissuta con serenità e con cognizione.

Quindi la prima cosa da fare è recarsi dal ginecologo di fiducia. Ma assieme alla visita ginecologica bisognerà presentare al proprio medico anche la lista di esami del sangue che si dovranno effettuare.
Infatti ci sono svariati esami del sangue che vanno fatti obbligatoriamente in maniera tale da essere sicuri che alcune malattie sono state già maturate dalla futura mamma (come ad esempio la toxoplasmosi o la rosolia).

La seconda regola invece è evitare lo stress. A questo riguardo è di vitale importanza impegnarsi a prendere la vita con più calma. E’ necessario oltretutto, riposare per almeno 8 ore a notte e un’oretta durante il pomeriggio. La serenità dell’ambiente familiare deve rafforzarsi e contemporaneamente consolidarsi durante i nove mesi di gravidanza.

Inoltre, se si è all’inizio della gestazione, e si sta fumando, questo è il momento giusto per smettere di fumare. Per chi non lo sa, il bambino neutralizza tutto dalla mamma, persino gli umori.

Affrontare bene la gravidanza significa anche mangiare in modo sano e naturale. Erroneamente a quanti molti pensano, una donna incinta non è malata, e pertanto non deve comportarsi come tale. La gravidanza è un percorso che va affrontato con maturità ed equilibrio, facendo proprie le buone abitudini.

L’alimentazione, in questa fase delicata della propria vita, è un aspetto molto importante e pertanto non va trascurato. Infatti è stato appurato che la crescita del bambino dipende in principal modo dal nutrimento che riceve dentro l’utero.

Soprattutto nel primo trimestre di gestazione, una buona ed equilibrata alimentazione è essenziale. Quindi, per i vari processi fisiologici, l’apporto di principi nutritivi, quali frutta e verdura, lipidi, proteine e carboidrati sono necessari per salvaguardare lo sviluppo del feto.
Mentre è consigliabile evitare di bere alcolici, caffè, tè.

Non è vero che una donna in dolce attesa debba mangiare per due. Deve però fare un buon rifornimento di vitamine e di omega3. Quindi si a tanto pesce e a tanta frutta e verdura. Attenzione invece agli insaccati, alla carne cruda o alla frutta e verdura non lavata bene. Infatti il pericolo toxoplasmosi si nasconde proprio tra gli alimenti.

La dieta è molto importante per la fisiologica evoluzione della gestazione, del parto e del puerperio. E’ necessario oltretutto scegliere cibi di qualità. Purtroppo la diffusione di alimenti ipercalorici porta il consumo quotidiano a superare le 3000 kcal e questo determina un eccessivo incremento ponderale.

L’eccessivo aumento di peso comporta per la futura madre un affaticamento e può predisporre al diabete gestazionale.

via: www.mammeoggi.it

Aborto spontaneo: cos’è, quali sono i sintomi e come avviene

Aborto spontaneo

L’aborto spontaneo indica l’interruzione della gravidanza in modo naturale senza l’utilizzo di farci entro la ventesima settimana di gestazione. Secondo studi scientifici circa il 10-25% delle donne in età fertile è a rischio di aborto spontaneo, ma man mano che la mamma aumenta di età, il rischio è direttamente proporzionale.

Le donne di età maggiore ai 35 anni hanno una probabilità di abortire spontaneamente del 15%. Tra i 35 e i 45 anni si sale al 20-30%, superati invece i 50 anno il rischio di un aborto è pari al 50%. Inoltre se la donna in una precedente gravidanza ha avuto un aborto spontaneo, le probabilità future che riaccade sono del 25%. Un aborto non avviene così da un momento all’altro ma è seguito da una serie di sintomi che possono mettere la mamma in allarme, in modo da recarsi subito in pronto soccorso o dal ginecologo.

Uno dei principali sintomi è il mal di schiena, molto simili a quelli che vengono durante le mestruazioni, possono essere di entità molto lievi fino a creare problemi nello stare in piedi. Si avvertono delle vere e proprie contrazioni all’incirca ogni 5-20 minuti, le contrazioni si presentano come dei crampi molto forti. Avviene la produzione di muco color bianco- rosato e si mostrano perdite marroni o rosso molto acceso oppure coaguli di sangue. Anche se il sanguinamento vaginale è sintomo di un aborto spontaneo, molto volte durante le prime fasi della gravidanza possono avvenire delle perdite ematiche di colore vivo senza che l’aborto avvenga. In tutti casi appena si riscontra qualcosa di strano è buona norma contattare subito il medico.

Una delle principali cause dell’aborto spontaneo nei primi tre mesi è l’anomalia cromosomica del feto, dovuta ad un problema dello sperma o dell’ovaio. Invece se l’aborto avviene tra il terzo e il sesto mese le cause sono da collegare a problemi legati dall’utero o alla cervice. In particolare le donne che soffrono di ovaio policistico hanno una probabilità triplicata rispetto ad una donna sana di abortire.

Dieta Dukan: in cosa consistono le 4 fasi

Dieta Dukan

Nell’ultimo decennio la dieta Dukan è diventato uno dei regimi alimentari preferiti da uomini e donne di tutte le età. Grazie agli straordinari risultati promessi, e alla possibilità di evitare le rinunce tradizionali delle ordinarie diete, la Dukan è diventata una strategia di dimagrimento e di mantenimento del peso particolarmente gettonata da personaggi piuttosto in vista, evidentemente fiduciosi sui risultati di questa azione di ritrovamento del peso forma. Ma come funzionano le 4 fasi della dieta dukan?

Fase 1: Attacco

La fase 1 è la fase d’attacco, della durata di circa 5 – 10 giorni, all’interno dei quali sarà possibile nutrirsi con le otto categorie degli alimenti seguenti:

  • Carni magre

  • Frattaglie

  • Pesci

  • Frutti di mare

  • Pollame

  • Prosciutti light

  • Uova

  • Latticini magri

Il tutto dovrà naturalmente essere accompagnato da almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e da 1,5 cucchiai di crusca d’avena. Possibile, con moderazione, abbinare alcuni complementi come il thè o il caffè.

Fase 2: Crociera

La seconda fase è quella di “crociera”, così chiamata perchè si dovrà mantenere l’insieme degli alimenti che sono stati consentiti nel regime d’attacco. Tuttavia, agli alimenti di cui sopra sarà possibile aggiungere anche verdure (crude o cotte). Nel corso di questa fase, abbiate l’abitudine di alternare 1 giorno di proteine pure con 1 giorno di proteine e verdure.

Gli alimenti tollerati sono:

  • Yogurt alla frutta
  • Mozzarelle e sottilette light
  • Formaggi con pochi grassi
  • Bacche di goji
  • Rabarbaro
  • Wurstel di pollo 10% grassi
  • 3 cucchiai di vino bianco o rosso da cucinare fino ae vaporazione
  • 1 cucchiaino di cacao magro senza zucchero

Ricordate, anche in questa fase, di mantenere il giusto livello di idratazione, pari ad almeno 2 litri di acqua al giorno, e assumere 2 cucchiai di crusca avena.

Fase 3: Consolidamento

La terza fase è quella del consolidamento: un vera e propria parte di transizione della dieta Dukan, la cui durata dipende dal peso perso. In termini estremamente esemplificativi, fate in modo che questa terza fase duri 10 giorni per ogni chilo perso. Se pertanto aveva perso 10 chili, dovete proseguire in questa fase 10 volte per 10 chili, ovvero 100 giorni.

Tra gli alimenti ammessi sottolineiamo:

  • quelli proteici già sperimentati nel regime di attacco

  • le verdure incontrate nel regime di crociera

  • una porzione di frutta al giorno (tranne banana, uva e ciliegia)

  • due fette di pane integrale ogni giorno

  • 40 grammi di formaggio stagionato al giorno

  • una porzione di amidi la settimana

  • cosciotto di agnello e arrosto di maiale

  • 1 pasto della festa la settimana

Fase 4: Stabilizzazione

L’ultima fase è quella della stabilizzazione definitiva. Si tratta della fase più semplice, secondo la quale sarà sufficiente ritornare a un’alimentazione normale 6 giorni su 7, osservando invece, tutti i giovedì, un intero giorno di proteine pure (in altri termini, il menu sperimentato nel regime d’attacco). Ogni giorno sarà inoltre necessario assumere 3 cucchiai di crusca d’avena. Mantenete inoltre una ideale idratazione e fruite di una costante attività fisica.

Fatto ciò, dovreste poter garantire il mantenimento nel lungo termine del vostro peso forma!

Crampi alle gambe cosa sono e perché vengono

crampi-alle-gambe

I crampi alle gambe sono delle contrazioni molto violente dei muscoli principalmente del polpaccio. Le zone interessate a questi spasmi, oltre al polpaccio, abbiamo le cosce e i piedi. Molte volte i crampi arrivano in piena notte facendo sobbalzare la persona dal sonno per i dolori lancinanti che provocano.

Questi crampi alle gambe sono una routine quasi normale nelle persone anziane, nelle donne in gravidanza ( terzo trimestre) e chi presenta i piedi piatti. Anche gli sportivi soffrono spesso di tali crampi, specialmente in chi effettua sport in cui le gambe sono sottoposte a scatti come i calciatori o i maratoneti.

La maggior parte delle volte, i crampi sono i sintomi di una disidratazione o di un affaticamento, niente di cui preoccuparsi. Ma se si presentano in determinati momenti come quando saliamo le scale o si cammina a passo normale , vuol dire che c’è qualcosa di più importante dietro come la Claudicatio Intermittens o la trombosi arteriosa.

La trombosi arteriosa è una malattia da non sottovalutare perchè può essere fatale, per via dei coaguli che si formano nelle vene, che se non sciolti in tempo possono arrivare prima al cuore e poi ai polmoni provocando l’embolia polmonare. Anche chi soffre di diabete, morbo di Parkinson, anemia, diarrea, alcolismo o chi usa diuretici e contraccettivi orali ( o terapie sostitutive agli ormoni) possono presentare crampi notturni di frequente.

Lo squilibrio di elettroliti dovuti a forti sudorazioni è una delle possibili cause. Infatti la mancanza di Sali minerali come Magnesio, Potassio, Sodio, Calcio, Zolfo e Cloro causano instabilità nelle cellule che si contraggono e provocano dolore. Semplici abitudini come quella di accavallare le gambe, specialmente nelle donne, e la postura del corpo quando si indossano tacchi alti possono essere una delle cause senza “fondamento” delle quali non bisogna preoccuparsi.

Alimenti più ricchi di Ferro, ecco quali sono!

alimenti ricchi ferro

Il Ferro è uno elemento importantissimo per l’organismo umano e per il mantenimento della buona salute. Quando si parla di alimenti ricchi Ferro bisogna fare delle valutazioni accurate perché spesso si tende a credere che sia la quantità di Ferro contenuto nei vari cibi ad essere importante. In realtà non è la quantità di Ferro a contare, ma la sua assimilabilità, che varia, ovviamente, da cibo a cibo.

Esistono due tipi di Ferro: il Ferro-eme o Ferro-non eme. La differenza più macroscopica riguarda proprio la loro assimilabilità da parte dell’organismo umano. Il Ferro-eme è quello contenuto negli alimenti di origine animale come la carne ed è quello più facile da assorbire per il corpo umano.

Il Ferro-non eme si trova, invece, nei vegetali e la sua assimilabilità è ridotta rispetto al Ferro-eme, tanto che solo il 2-10 per cento del Ferro che l’organismo assorbe proviene da frutta e ortaggi mentre il 10-35 per cento del Ferro proviene dagli alimenti di origine animale.

La soluzione ideale per mantenersi in buona salute, senza ingrassare e senza rischiare anemie o carenze di Ferro, è combinare alimenti di origine animale con abbondanti dosi di frutta e verdura fresche.

Prima di fare la spesa, però, è fondamentale conoscere la biodisponibilità di Ferro che un dato alimento offre. La biodisponibilità è la quantità effettiva di Ferro che l’organismo riesce ad assumere da quell’alimento, e non la mera quantità di Ferro presente in esso.

spinaci

Un esempio lampante della differenza tra quantità di Ferro contenuta in un cibo e biodisponibilità dello stesso sono gli Spinaci. Gli Spinaci sono una delle verdure notoriamente più ricche di Ferro. Il problema è che, nonostante l’elevata quantità di Ferro contenuta, gli Spinaci offrono una bassa biodisponibilità: l’assorbimento del Ferro degli Spinaci è reso complicato dalla presenza di Acido Fitico, Fitati, Acido ossalico e Ossalati.

Esistono, infatti, dei fattori che complicano l’assorbimento del Ferro. Oltre al caso degli Spinaci, possiamo citare anche i Cereali che, pur essendo ricchi di Ferro, rendono difficile l’assorbimento di tale sostanza a causa dell’elevata presenza delle Fibre. Per questa ragione si consiglia di mangiare sempre i Cereali accompagnandoli con succhi di frutta o frutti ricchi di Vitamina C. La Vitamina C favorisce e massimizza l’assorbimento del Ferro. Lo stesso effetto è garantito dall’Acido Citrico e dall’Acido Lattico. Combinare alimenti ricchi di tali sostanze è un’ottima maniera di aumentare l’apporto quotidiano di Ferro nell’organismo.

Se vi state domandando quali sono gli alimenti più ricchi di ferro, eccone un breve elenco.

  • Le frattaglie, ed in particolare il Fegato, sono gli alimenti di origine animale con le più alte quantità di Ferro: 30 milligrammi ogni 10 grammi.

  • Anche i Legumi sono degli ottimi ausili contro l’anemia, dato che il loro contenuto di Ferro è molto elevato. Questo vale in particolare per i Fagioli, per la Soia e per le Lenticchie (circa 8-10 milligrammi ogni 100 grammi).

  • Dal fondo del mare arriva un altro alimento ricchissimo di Ferro, le Vongole, che contengono 14 milligrammi di Ferro ogni 100 grammi di prodotto.

Alluce valgo: caratteristiche estetiche

alluce valgo (1)

L’alluce valgo è un frequente disturbo del piede che si presenta con una situazione patologia di varia gravità: a livello estetico, l’alluce valgo è principalmente rappresentato da una deformità del primo dito del piede (appunto, l’alluce), che viene deviato in senso laterale. Ne consegue una lussazione dei sesamoidi, ovvero delle due piccole ossa all’interno delle quali si trova l’articolazione del dito alluce. Il primo dito del piede convergerà quindi verso il secondo dito del piede.

Ad ogni modo, quello di cui sopra non è l’unico effetto estetico dell’alluce valgo, sul quale vale la pena di soffermarsi, pur brevemente. Alla deformazione di cui sopra si aggiunge infatti una seconda circostanza, peraltro visibile a occhio nudo, chiamata “cipolla”. La “cipolla” è una tufemazione piuttosto dolorosa, che si realizza nella parte interna del piede attraverso una borsite che è diretta conseguenza dell’alluce valgo: una infiammazione che determina lo sfregamento contro la calzatura, ed è piuttosto fastidiosa durante la camminata.

Non solo: oltre alle conseguenze di cui sopra, all’alluce valgo si accompagna anche la patologia del c.d. “piede piatto”: la conseguenza insorgenza come derivazione della prima, poiché la minore curvatura della pianta del piede determina un eccessivo sovraccarico sulla parte anteriore del piede.

Complessivamente, dalle situazioni apparentemente solo “estetiche” dell’alluce valgo, possono derivare deformazioni in grado di allargarsi anche al secondo dito e – nei casi più gravi – anche al terzo. Si possono inoltre verificare lesioni cutanee o – nella peggiore delle ipotesi – lesioni osteoarticolari che possono avere delle ripercussioni più estese sulla struttura ossea corporea, arrivando a coinvolgere anche le ginocchia e la schiena.

Per questi motivi, nell’ipotesi di alluce valgo, diventa fondamentale cercare di ricorrere al supporto medico fin dalle primissime fasi di formazione di tale patologia, evitando quindi il peggioramento drastico delle conseguenze di questa situazione, tutt’altro che da sottovalutare.

Macchie sul viso, come si curano? Vanno via?

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Le macchie sul viso sono collegate a diverse situazioni o patologie temporanee, quindi risolvendo la base del problema le macchine andranno via. Se invece incappiamo in macchie permanenti, il problema è differente, bisogna utilizzare dei prodotti cosmetici creati apposta per schiarire le macchine.

Alcune di questi schiarenti hanno una azione depigmentante andando a sollecitare il ricambio della pelle. Hanno dei periodi di utilizzo molto lunghi, di solito dalle otto alle dodici settimane. Molte volte chi si sottopone a questi trattamenti schiarenti, non riesce a raggiungere l’obbiettivo, in quando non vedendo risultati nel breve tempo, il soggetto si stanca e non si sottopone più alle sedute.

Per chi ha le macchie solari derivanti dall’esposizione ai raggi UV, si consiglia sempre di utilizzare una crema solare al alta protezione, così da non far peggiorare il colorito della macchina.

Altri agenti schiarenti, utilizzati nel campo della cosmesi sono i polidrossiacidi e gli agenti esfolianti, questi però possono essere utilizzati solo in centri specializzati e consigliati dal dermatologo o dal medico di fiducia. Un rimedio temporaneo è quelli di utilizzare prodotti coprenti , magari se abbiamo un occasione importante. Per tutte quelle macchie come efelidi, lentiggini e lentigo solari si può ricorrere anche a trattamenti di tipo medico; fra questi si ricordano la laserterapia, la diatermocoagulazione con elettrobisturi e la crioterapia. In commercio esistono molte lozioni capaci di darvi una mano, come peeling fai da te oppure crema a base acida.

Se tutto questo non funziona, valutate la possibilità del peeling chimico. Tale trattamento è finalizzato a rimuovere lentamente i primi strati di pelle, sono classificati in tre livelli in base alla forza che hanno: peeling leggeri con gli alfa-idrossiacidi; peeling medi con l’acido tricloroacetico, peeling forti con acido fenolico o fenolo.

Musica, un toccasana per la salute

Musica

La musica è un toccasana per la salute. Qualsiasi sia il proprio genere musicale preferito, infatti, la combinazione delle sette note è in grado di apportare immediati benefici al proprio organismo.

Stando a quanto sostengono i risultati combinati di diverse recenti ricerche, ad esempio, la musica può apportare concreti e importanti vantaggi sulla riduzione dello stress e dell’ansia, sul sollievo dal dolore, sul miglioramento della salute vascolare, e ancora sulla motivazione e sulla promozione dell’attività cerebrale.

Altri studi dimostrano invece l’esistenza di relazioni tra il rendimento al lavoro, la concentrazione, le prestazioni fisiche e la musica. Per i ricercatori del Medical Center dell’Università del Kansas, ascoltare la musica renderebbe più intelligenti e ritarderebbe l’invecchiamento. Qualche ragione in più per rispolverare i vecchi dischi preferiti!

Sovrappeso, i rischi per la salute

Sovrappeso

La condizione di obesità e di forte sovrappeso non è solamente ascrivibile a un potenziale problema estetico, quanto a un più sostanzioso e grave riflesso sul fronte del nostro organismo.

La condizione di sovrappeso è infatti legata all’evidenza di problemi alla circolazione e di problemi del sonno, all’incremento del rischio di contrarre patologie tumorali, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, sindrome del fegato grasso, e ancora ictus, problemi cardiaci.

L’obesità è inoltre una delle cause che può favorire l’insorgenza di problemi in gravidanza, come ad esempio il diabete gestazionale o il maggiore rischio di dover far ricorso alla procedura di parto cesareo.

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