Aborto spontaneo

L’aborto spontaneo indica l’interruzione della gravidanza in modo naturale senza l’utilizzo di farci entro la ventesima settimana di gestazione. Secondo studi scientifici circa il 10-25% delle donne in età fertile è a rischio di aborto spontaneo, ma man mano che la mamma aumenta di età, il rischio è direttamente proporzionale.

Le donne di età maggiore ai 35 anni hanno una probabilità di abortire spontaneamente del 15%. Tra i 35 e i 45 anni si sale al 20-30%, superati invece i 50 anno il rischio di un aborto è pari al 50%. Inoltre se la donna in una precedente gravidanza ha avuto un aborto spontaneo, le probabilità future che riaccade sono del 25%. Un aborto non avviene così da un momento all’altro ma è seguito da una serie di sintomi che possono mettere la mamma in allarme, in modo da recarsi subito in pronto soccorso o dal ginecologo.

Uno dei principali sintomi è il mal di schiena, molto simili a quelli che vengono durante le mestruazioni, possono essere di entità molto lievi fino a creare problemi nello stare in piedi. Si avvertono delle vere e proprie contrazioni all’incirca ogni 5-20 minuti, le contrazioni si presentano come dei crampi molto forti. Avviene la produzione di muco color bianco- rosato e si mostrano perdite marroni o rosso molto acceso oppure coaguli di sangue. Anche se il sanguinamento vaginale è sintomo di un aborto spontaneo, molto volte durante le prime fasi della gravidanza possono avvenire delle perdite ematiche di colore vivo senza che l’aborto avvenga. In tutti casi appena si riscontra qualcosa di strano è buona norma contattare subito il medico.

Una delle principali cause dell’aborto spontaneo nei primi tre mesi è l’anomalia cromosomica del feto, dovuta ad un problema dello sperma o dell’ovaio. Invece se l’aborto avviene tra il terzo e il sesto mese le cause sono da collegare a problemi legati dall’utero o alla cervice. In particolare le donne che soffrono di ovaio policistico hanno una probabilità triplicata rispetto ad una donna sana di abortire.